‘Quando vai più veloce di 80 all’ora e una macchina che sta davanti a te si sposta rapidamente di lato, e appare un veicolo fermo, il computer della Tesla non riesce a capire subito che si tratta di un ostacolo. E’ un sistema concepito per evitare che un’auto inchiodi sull’autostrada ogni volta che il veicolo di fronte cambia corsia’.
L’autopilot non è la macchina che si guida da sola: Tesla precisa che l’autista deve essere sempre attento al volante e pronto a frenare in caso di emergenza. Ma funziona così bene (nella stragrande maggioranza dei casi) che i guidatori si mettono a vedere film alla guida…

L’idea che i sensori di movimento siano in grado solo di ‘vedere’ gli oggetti in movimento non è peregrina: i radar sono semplici, economici, robusti e facili da integrare in un paraurti. Ma percepiscono anche molte cose di cui un’auto che sfreccia sull’autostrada non si deve curare: cartelloni autostradali, copertoni abbandonati, segnali a bordo strada. Così gli ingegneri spiegano ai radar di ignorare questi oggetti inanimati e di tenere d’occhio le altre auto sulla strada, quelle in movimento.
La soluzione a lungo termine sarebbe di combinare vari sensori, con differenti abilità, con ancora più potenza di calcolo. Uno di questi è il lidar: radar laser che costruiscono una mappa precisa e dettagliata del ‘mondo’ intorno all’auto, che sanno facilmente distinguere diversi oggetti di forma e colore simile. Il problema è che, rispetto al radar, il lidar è una tecnologia giovane, ancora molto cara, e non abbastanza robusta da resistere l’impatto continuo con buche sulla strada, o cpm pioggia, grandine e neve. È il futuro, ma non è ancora qui.
PS: Elon Musk sostiene invece che le sue auto non avranno bisogno del lidar, e che basteranno radar e sistemi attuali.
Wired