Elemento per elemento, ecco cosa può funzionare e cosa no dell'auto a guida autonoma

L'utopia descritta dalla Silicon Valley prevede auto a batteria, che vanno in giro senza guidatore, condivise tra più persone, che diminuiscono il traffico nelle strade, riducono le auto parcheggiate e non fanno incidenti. Siamo proprio sicuri che sarà così? Cerchiamo di capirlo, punto per punto. Che il motore sia elettrico, per ragioni di qualità dell'aria nelle città, è probabile. Che la tecnologia vincente per alimentare il motore elettrico siano le batterie, è tutt'altro che assodato, a meno di salti avanti nella tecnologia delle stesse. Se il fenomeno raggiungesse numeri significativi e non di nicchia, gli investimenti per adattamento della rete elettrica sarebbero assai ingenti e i tempi di realizzazione molto lunghi. Fortunatamente vi sono diverse alternative in competizione per una soluzione.
Riguardo all'assenza del guidatore: l'incidente in cui una macchina a guida autonoma di Uber ha investito e ucciso un pedone lo scorso marzo in Arizona porterà in primo piano il punto della responsabilità penale, dato che nello stato americano i pedoni hanno la precedenza anche fuori dai passaggi pedonali e che, come in Italia, causare una morte è un delitto la cui responsabilità penale è individuale e solo umana. In questo, come in successivi casi, sarà stato il software, parti hardware, o una errata manutenzione ad avere determinato il fallimento del sistema con capacità percettive e velocità di risposta sovra-umane? E' possibile che, salvo zone circoscritte con regolamentazione specifica, per evitare il rimpallo di responsabilità tra componenti diverse, la proprietà del mezzo sia verticalmente integrata tra tutte queste (ed altre) componenti e il trasporto sia offerto come servizio. Un effetto di riduzione di incidenti si avrà da queste tecnologie anche prevedendo comunque la presenza di un guidatore cui imputare la responsabilità al verificarsi di un incidente in cui non sia intervenuto.

Non sempre serve eliminare il guidatore per ridurre i costi. O meglio, l'incidenza del costo dell'autista per passeggero trasportato su un mezzo condiviso (autobus) è assai modesto e non è detto che sia molto dissimile dai costi della tecnologia e della manutenzione di un sistema autonomo; inoltre non è ovvio l'effetto incrementale che avrebbe la totale assenza di sorveglianza umana, ad esempio in casi di violenze o atti vandalici. Il fatto che l'autobus possa adattare il proprio percorso alle necessità dei passeggeri è questione di gestione delle destinazioni e della navigazione, indipendentemente da chi guidi. Per i mezzi non condivisi il prezzo del servizio, ragionevolmente, sarebbe inferiore a quello di un taxi e si collocherebbe tra questo ed il prezzo del trasporto condiviso. I passeggeri di taxi potrebbero optare per questa possibilità ma ciò non ridurrebbe il numero di mezzi in circolazione. Un prezzo più basso per un mezzo dedicato favorirebbe invece il passaggio da un mezzo condiviso (autobus) a uno dedicato, aumentando il numero di veicoli in circolazione.

Per quanto riguarda il parcheggio, basta guardarsi attorno in ogni grande città italiana per avere l'immediata percezione della distanza tra un futuro immaginario fatto di auto che educatamente si parcheggiano da sole in spazi ben delimitati e una realtà di parcheggio selvaggio in ogni pertugio disponibile, marciapiedi e porzioni di spazi carrai inclusi.

La perdita del senso di possesso dell'auto è un grande ostacolo pratico e culturale. Si può confondere il fatto che molti giovani oggi non posseggano un'auto come un segnale di un disinteresse verso la proprietà. Ma l'auto è il secondo investimento più importante di una famiglia dopo la casa. La proprietà consente personalizzazioni, dalla bottiglietta dell'acqua alla raccolta musicale alla decorazione, che una condivisione non consente. Sono tutte frizioni da superare. Per capire l'attaccamento alla proprietà si consideri che, a decenni dall'introduzione del noleggio a lungo termine, questa possibilità è scelta solo da circa l'l per cento degli acquirenti.
Auto con motori elettrici, supporti alla guida che aumentino la sicurezza e ci semplifichino la vita, tutte le altre innovazioni descritte non costituiscono un pacchetto unico. Sono innovazioni individuali importanti, da accogliere con favore, anche se l'utopia è lungi dall'essere realizzata.
Stefano Quintarelli - Il Foglio