“Siamo stati presuntuosi”. Dell'ultima trimestrale di Tesla non rimarranno tanto i numeri e le prospettive (senza scossoni) ma questa frase di Elon Musk. Con tre parole il fondatore del gruppo ha spiegato i motivi dei ritardi accumulati nella produzione della Model 3, la vettura che dovrebbe consentire a Tesla di uscire dalla nicchia e cambiare scala. Già in passato Musk ha corretto in corsa piani troppo ambiziosi. Ma, forse per la prima volta, ammette un'eccessiva confidenza nelle capacità della propria azienda. I ritardi sono dovuti infatti a problemi legati allo sviluppo di batterie. Che, come confermato da Musk, sarebbero dovute essere il punto di forza di Tesla. E invece, dice adesso l'amministratore delegato, “siamo stati troppo sicuri di noi stessi”. Ammissione non da poco per un personaggio dalle ambizioni sconfinate e capace, solo qualche ora prima, di sparare una decappottabile nello spazio. Il mercato ha reagito in maniera altalenante, spingendo il titolo nelle contrattazioni del dopoborsa a un deciso rialzo prima di scendere sotto la parità, cedendo l'1,48%.
Il bilancio effettivamente è fatto di molte ombre e poche luci, anche se incidono le aspettative che Musk riesce a creare. Tra le note liete ci sono i ricavi: 3,29 miliardi di dollari, in linea con le aspettative degli analisti. La divisione auto ha generato 2,7 miliardi, con una crescita anno su anno del 36%. La perdita netta però continua ad allargarsi: 675 milioni di dollari contro i 121 milioni dello scorso anno. Si attendevano cenni sul futuro della Model 3. Musk si è limitato a confermare la tabella di marcia: l'obiettivo resta produrre 2500 unità a settimana entro marzo e 5.000 entro giugno. Restano però i dubbi: il traguardo, inizialmente fissato a dicembre, rimandato al primo e poi al secondo trimestre 2018, è ancora lontano. Negli ultimi tre mesi del 2017, infatti, Tesla ha prodotto solo 1550 Model 3.
Musk non prevede però ulteriori ritardi perché vede che “gli ostacoli stanno diventando ogni settimana più piccoli”. Serve una notevole accelerazione, anche perché il gruppo non ha ancora messo in discussione l'obiettivo del 2020: 1 milione di auto prodotte in un anno. Con una tappa intermedia che Musk aveva indicato un paio di anni fa: 500.000 nel 2018. Nel 2017 Tesla ne ha vendute meno di 103.000. Di fronte agli analisti si è presentato quindi un Musk insolitamente cauto. Anche se non ha resistito a fissare un'altra data per un'altra sfida: attraversare gli Stati Uniti da costa a costa con un'auto a guida autonoma. Secondo le sue previsioni, sarebbe già dovuto succedere entro la fine del 2017. Adesso rilancia: si farà entro tre mesi, sei al massimo”.
Agi